Chiesa San Michele Arcangelo
Rivoltella del Garda Desenzano, Italia

committente:
Parrocchia di San Biagio

anno:
2025 riqualificazione e completamento
Studio Archingegno

superficie:
1000 mq

foto:
Maurizio Marcato

 

Il restauro dell'architettura moderna pone nuove sfide alla comunità cattolica.

 

Il progetto della Chiesa di San Michele valorizza le potenzialità evocative della “tenda di Dio con gli uomini”, uno spazio finalmente sacro, accogliente e confrotevole. 

 

La Chiesa di San Michele Arcangelo necessitava di una profonda riorganizzazione degli interni. L’esigenza nasceva da problematiche evidenziate sia dagli utenti che dai celebranti: una configurazione spaziale non pienamente rispondente al senso di sacralità, una distribuzione poco funzionale ed eterogena degli spazi liturgici e dell’apparato iconografico.
Il principale problema della struttura, costruita negli anni ’90 e ispirata alla metafora della “tenda di Dio con gli uomini”, era però legato all’irraggiamento solare proveniente dalle grandi vetrate, alcune artistiche e altre serigrafate, posizionate sui lati sud e ovest. Sebbene queste vetrate conferissero una grande valenza scenografica all’insieme, l’estensione delle superfici trasparenti causava un’eccessiva luminosità che comprometteva l’utilizzo complessivo dello spazio.

Il progetto si è posto come obiettivo principale sia il benessere psico fisico degli utenti sia la ricostruzione del sacro, valorizzando bellezza e maestosità nella ricerca della trascendenza. Sono state rimosse le pellicole opache dalle superfici vetrate e sostituite con schermature solari esterne, al fine di regolare l’ingresso della luce naturale nell’aula “tenda degli uomini”. Le pareti sono state tinteggiate con tonalità scure per incrementare il senso di intimità dell’ambiente. L’area absidale, “tenda di Dio”, è stata ricostruita mediante una sequenza di quinte concave rivestite in legno, finalizzate a ridefinire i poli liturgici e lo spazio destinato al coro. Il sistema delle quinte, che riprendono l’andamento dinamico delle quinte in mattoni dell’aula, ha trovato il fulcro nel tabernacolo in vetro collocato sotto la vetrata circolare raffigurante il Cristo Risorto.

Sul lato sinistro del presbiterio è stata infine installata una nuova Croce, concepita per instaurare un dialogo profondo con il fedele. La trave orizzontale rappresenta la dimensione terrena, mentre la lama verticale, mutevole a seconda del punto di vista, simboleggia il desiderio di trascendenza. Questa croce si propone come “opera aperta”, soggetta a interpretazione personale secondo stato d’animo, luce ed ombre. Il risultato è un’atmosfera intensa e coerente, in cui tutti gli elementi risultano integrati e chiaramente leggibili, favorendo raccoglimento e spiritualità senza rinunciare a modernità e funzionalità.